Gare annullate e rimborsi iscrizioni💰💰💰

scritto in collaborazione con Sandro Scarpitti

Da alcuni mesi si è iniziato ad assistere all’annullamento di manifestazioni sportive.
Dal 6 marzo (e in alcune parti d’Italia anche dal 23 febbraio) e fino al 14 giugno prossimo, TUTTE LE MANIFESTAZIONI sono state annullate per LEGGE.
Si attende un nuovo DCPM per capire se, come e quando si potrà organizzare.
Alcune Federazioni ed Enti Promozionali, vista la situazione, hanno deciso di rimandare al prossimo anno la stagione agonistica (CSI, Fisky,…).
Altri organizzatori hanno dovuto alzare bandiera bianca perché i diversi decreti e norme permetterebbero si l’organizzazione, ma in pratica sarebbe impossibile date le pesanti limitazioni (distanziamento atleti, invio pettorali e pacchi gara, divieto premiazioni/pasta party/ristori/docce/spogliatoi…).
Infine alcune hanno, dato l’incerto sviluppo della situazione, deciso di rimandare ad un altro anno.

Adesso sorge il dubbio che ci assale.
Chi si è iscritto ha diritto ad un rimborso?
E se si come?

Il punto di partenza di qualsiasi analisi è il REGOLAMENTO della singola manifestazione.

Le formule generiche che si potrebbero trovare in qualche regolamento che dovessero prevedere la NON RIMBORSABILITÀ della quota PER NESSUNA RAGIONE, potrebbero essere contestabili in quanto clausole vessatorie che, se non sottoscritte e autorizzate espressamente, non dovrebbero avere validità.
Di certo, se parliamo di MERO RIMBORSO della quota versata (e non di risarcimento danni del quale non vale neanche la pena accennare), visto che attualmente la causa di forza maggiore che RENDE IMPOSSIBILE LA PRESTAZIONE per la quale si è versata una quota è INDUBBIA e certamente indipendente dalla volontà dell’organizzatore, si configura la possibilità di chiedere la “ripetizione” (ovvero il rimborso di pari valore) di quanto versato.

PERÒ sui recenti DECRETI del Governo è stata prevista l’opzione ALTERNATIVA al rimborso, per diversi settori e, incluso quello dello sport (nello specifico, abbonamenti a palestre, piscine e impianti o anche biglietti per eventi sportivi organizzati e poi annullati), del VOUCHER.
Ossia un “buono” del valore nominale della quota pagata DA UTILIZZARE ENTRO UN ANNO dalla data di richiesta di rimborso effettuata dall’avente diritto nei confronti dell’organizzatore.

La scelta tra rimborso e voucher è in mano all’organizzatore.

Si ritiene quindi che, seppur non espressamente richiamato nella disciplina in questione il caso delle quote di iscrizione ad eventi sportivi in qualità di partecipanti (e non di spettatori), visto il quadro generale, si può dire che PER ANALOGIA, e visto che tra l’altro le gare di solito si realizzano nell’arco di un anno, si potrà procedere nella richiesta del rimborso (entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Rilancio) e l’organizzatore potrà scegliere se restituire i soldi o emettere un VOUCHER da utilizzare entro un anno (ovvero per la gara dell’anno successivo).

Sempre che il regolamento non abbia concretamente limitato o escluso (senza clausole vessatorie impugnabili) il rimborso in caso di annullamento della manifestazione.

La cosa più probabile, comunque, è che chi organizza abbia già previsto la traslazione dell’iscrizione all’anno successivo o un rimborso PARZIALE, che non sarebbe tutto sommato SBAGLIATO concettualmente, a tutela di quella parte di costi fissi che in ogni caso l’organizzatore sostiene e, dal punto di vista dei partecipanti, questo avrebbe il VALORE di non farlo andare “a gambe all’aria” e ritrovarsi, l’anno successivo, senza “l’amata gara”…

In definitiva la risposta non è univoca e bisogna necessariamente sentire gli organizzatori di quella determinata manifestazione a cui ci si era iscritti, restando i diritti inalienabili di chi ha pagato l’iscrizione.

Il tutto viene complicato dal fatto che alcune, veramente poche, manifestazioni  effettivamente sono attività “commerciali” cioè manifestazioni che portano un introito agli organizzatori, mentre la maggior parte sono su base “volontaristica” per cui se molti non lavorassero gratis non potrebbero venire organizzate.

E comunque alcuni costi per l’organizzazione sono già sostenuti come ad esempio la quota dell’iscrizione che vengono trattenute dalle società che si occupano delle stesse come TDS, MySDAM,…

Le manifestazioni che già avevano speso per magliette, medaglie, volantini, etc… hanno già utilizzato parte delle quote delle iscrizioni.

Tali organizzazioni che comunque e sempre sostengono dei costi se dovessero rimborsare oggi le iscrizioni salterebbero in aria.

Author: Michele Giovannini

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