Il punto di vista delle società sportive di atletica in Trentino e la nostra Proposta !!

Di fatto quasi niente di nuovo per l’attività sportiva… obbligo di mascherina e guanti, si deve stare in prossimità della propria abitazione.
Ok, levato il limite dei 200 metri, ma Zaia ha detto chiaramente nella diretta di oggi che questo non significa allontanarsi di molto, facendo l’esempio che 4/5 km da casa non va bene.

In Trentino la situazione è ancora più confusa.
Nel sito dell’Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento c’è scritto: “Puoi fare attività sportiva solo in prossimità della tua abitazione, rispettando le distanze”

Il Comandante della Polizia Municipale di Trento Lino Giacomoni ha parlato del concetto di prossimità: “Un concetto che va declinato nel tempo e nella distanza. In pochi minuti si deve essere in grado di tornare alla propria abitazione”.
Quindi dipende dalla velocità della persona che è legata al territorio (se uno abita in pianura potrà fare più metri) e dipende da cosa si intende per pochi minuti…

Per noi società sportive non cambia niente dopo questo decreto, anche se sembra assurdo che un atleta non possa, da solo, fare un allenamento di 30 min. in una strada/sentiero che sia poco o nulla trafficato dai…. con praticamente contagio zero.
Soprattutto perché a livello atletica leggera non ci si può permettere di perdere più di un mese di attività altrimenti va vanificato proprio tutto quello aquisito durante l’inverno, e non si parla di categorie di bambini o delle categorie ragazzi, ma dagli allievi in su, ove cominciano ad esserci agonisti, secondo la Fidal dove si comincia ad avere una mentalità che poi potrebbe portare a qualcosa di serio.

Non bastano gli allenamenti in casa, ovvero, non bastano a tenere la forma.

Abbiamo ricevuto anche tanti contributi negli anni, da parte proprio della Provincia per mantenere questi giovani, sommati a tanti tanti sacrifici e soldi spesi per noi società sportive a portare in alto giovani talentuosi e possibilisti di riuscire nello sport, vederseli andare in fumo con il rischio di abbandono proprio è un delitto per loro, per noi, per i genitori.
Questo preme, preme molto sinceramente.
Siamo sempre sul fil di lana con questi giovani.

<Non possiamo rimetterci tutti noi atleti e società, per colpa di quelli che sentendo che si può correre o fare jogging in strada, allora si mettevano la tuta e scendevano a correre e con la scusa rimanevano ore per strada. Non si può perderci così per colpa loro> SI CONTRAE IL VIRUS PIU’ FACILMENTE A RIMANERE IN FILA AL SUPERMERCATO O AD ALTRI NEGOZI CHE CORRERE DA SOLI, SIA BEN CHIARO A TUTTI.

Con molti Presidenti e addetti ai lavori ci siamo confrontati al telefono e tutti abbiamo la stessa opinione e questa proposta: chiediamo che possano allenarsi gli atleti dai cadetti in su, quelli tesserati Fidal, riconoscibili con tessera. L’attività sportiva è consentita solo dalle ore 5 alle ore 9 e dalle ore 18 alle ore 20 ai soli soggetti tesserati a livello federale e in regola con il certificato medico agonistico purché individualmente e mantenendo la distanza di almeno 2 metri.

oltre a tessera, aggiungiamo divisa sociale, canotta o tuta o comunque con denominazione società o rappresentativa o addirittura della nazionale azzurra per i professionisti, così risulterebbero più riconoscibili e soprattutto credibili e non generiamo difficoltà alle forze dell’ordine. Una canotta anche sopra la maglia generica non dovrebbe essere problema.

Può la nostra Federazione farsi sentire in P.A.T. ???

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