“Monster Frozen” è il nuovo progetto ideato dall’ultramaratoneta Paolo Venturini.

Monster Frozen è il nuovo progetto ideato dall’ultramaratoneta Paolo Venturini. Una sfida al limite dell’impossibile, mai tentata prima da nessuno. Monster Frozen, un record che se realizzato, rimarrà impresso indelebilmente nella storia.
Monster Frozen è wwwre ad effettuare una www di endurance, correndo a piedi, nel luogo più freddo della terra, nel periodo più freddo dell’anno. Russia, Siberia, Jakutia è qui, all’interno del circolo polare artico, che si trova quello conosciuto come il polo o il triangolo del freddo. E’ qui che sono state registrate le temperature più basse del pianeta terra.
Un evento seguito ufficialmente dal governo della Jakutia, dalla rappresentanza diplomatica italiana in Russia e dalla Polizia di Stato italiana della quale Paolo Venturini è un appartenente.
La www finale è fissata per l’inverno 2019

Paolo Venturini l’ultrarunner padovano, assistente capo della Polizia di Stato e atleta delle Fiamme Oro, è abituato alle sfide estreme.

Circa un anno fa ha corso nel deserto di Lut in Iran nel mese di luglio con una temperatura di 70,7 gradi.
Ad inizio 2019 Venturini si cimenterà in una sfida da brividi.

Il cinquantenne padovano affronterà il Monster Frozen, dal 17 gennaio al 22 gennaio sarà  in Siberia dove partirà dal villaggio di Tomtor per arrivare a Ojmjakon, circa 38 km con una temperatura media prevista di 60 gradi sotto zero.
La temperatura non è l’unica difficoltà che Venturini dovrà affrontare, le basse temperature ghiacceranno il terreno rendendolo duro e pericoloso, inoltre anche l’abbigliamento dovrà essere adatto a resistere alle condizioni estreme siberiane, prevedendo anche delle soste per cambiare i vestiti che durante la corsa congeleranno.

Una sfida borderline tra la grande impresa e la pazzia.
Venturini durante la conferenza stampa ha affermato che lo scopo della sua www e di testare i limiti umani, secondo gli esperti non è possibile resistere 5 ore, più o meno quanto ci metterà il poliziotto a percorrere i 38 km,  a quelle temperature.  La sfida è dimostrare il contrario.
Un buona dose di pazzia c’è, ma la sicurezza dell’atleta non è stata lasciata al caso. Venturini sarà seguito da due medici dell’Università di Padova e da alcuni colleghi russi dell’Ateneo di Yakutsk esperti nella gestione del freddo.

Naturalmente ci auguriamo che Venturini superi un altro limite di resistenza psicofisica, ma i suoi limiti non sono proprio quelli dell’uomo della strada quindi Don’t Try this at Home.. e nemmeno in Siberia.

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