Secondo Malagò gli allenamenti dovranno riprendere il 4 maggio tutti e non solo il calcio … Il CONI > Comitato OLIMPICO Nazionale Italiano

Il Comitato olimpico nazionale italiano (acronimo CONI) è un’istituzione, nata nel giugno 1914 come parte del Comitato Olimpico Internazionale, con lo scopo di curare l’organizzazione e il potenziamento dello sport italiano attraverso le federazioni nazionali sportive e in particolare la preparazione degli atleti al fine di consentirne la partecipazione ai giochi olimpici; altro importante obiettivo del CONI è la promozione dello sport nazionale.

Giuridicamente è un ente pubblico non economico, posto sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed è la confederazione delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate.

Il suo/nostro presidente del Coni Giovanni Malagò ha parlato al Corriere dello Sport delle ipotesi di ripresa sportiva in Italia una volta superata l’epidemia di Coronavirus.
In un’intervista organizzata da Ivan Zazzaroni, Giovanni Malagò ha fatto il punto sulle incerte acque in cui naviga lo sport italiano in questo periodo; ha commentato le ipotesi di ripresa, le dichiarazioni di Gravina e Pellegrini, il ruolo del calcio durante la quarantena. Ma il problema più rilevante, secondo il presidente del Coni, sta all’apice dell’organizzazione sportiva. Senza sinergie e coesione da parte dei maggiori organi insomma, non si va da nessuna parte.

La ripresa avverrà attraverso due fasi:
” Due sono le fasi. La prima è la ripresa dell’attività. Banalmente, l’allenamento. Spero che il Governo la autorizzi il prima possibile. Superfluo sottolineare che è imprescindibile il sacrosanto rispetto dei parametri indicati dai medici, accesso, distanze e altro.”
La preoccupazione, è che le prestazioni degli atleti possano essere compromesse a causa del lungo periodo di stop:

” È necessario rimettere in moto la macchina atleta che non può restare ferma per troppo tempo a prescindere dalla data dell’impegno agonistico. 6 mesi, 8 mesi, un anno e 3 mesi per gli olimpici. Attenzione però, quando parlo di ripresa degli allenamenti la intendo aperta tanto all’atleta individuale quanto alla squadra, sempre che lo sport di riferimento lo consenta. Mi sono opposto all’ipotesi di far ricominciare prima gli sport di squadra perché nel mio ruolo ho il dovere di tutelare tutte le federazioni e le 387 discipline sportive di Casa Coni.”

La preoccupazione, è che le prestazioni degli atleti possano essere compromesse a causa del lungo periodo di stop.

” Posso garantire che la Pellegrini e tutti gli altri atleti che sento ogni giorno sono molto risentiti con chi parla esclusivamente dei problemi del calcio trascurando quelli di sportivi che hanno esigenze e urgenze identiche, se non addirittura superiori. Prendiamo Federica; abita con il suo allenatore a 30 metri dalla piscina dove si allena. Mi devi spiegare che grado di rischio potrebbe mai correre se domattina potesse rimettersi a nuotare. E la Goggia che deve recuperare dall’infortunio al braccio?

Molti giustificano questa maggiore attenzione rispetto la ripresa del calcio facendo notare il grande ruolo economico che tale sport gioca nel sistema sportivo italiano. Ma Malagò non è d’accordo:” Gente come Federica si mantiene senza l’aiuto del calcio. Lo sport non può essere e non è soltanto il calcio di Serie A.”

 

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