The Abbots Way (Ultratrail Via degli Abati) 2021, per noi Maura🥉 3^ e Riccardo un ottimo piazzamento. BRAVISSIMI e GRAZIEEEEEE😍🧡🖤

The Abbots Way 2021 – Ultratrail Via degli Abati – Venerdì 16 aprile

Due nuovi atletazzi che non scherzano💪💪💪
Subito un Ultratail di 125km con dislivello di 5760 metri quindi km sotto sforzo: 201,61 in quel di Bobbio, bellissima e storica località Emiliana sugli Appennini e vicina al confine ligure.
Paura 😱😱😱

Tostissima MAURA TASIN🥉 arrivata 3^ tra le donne
E grande RICCARDO FERRARI💪 piazzatosi 47° si 126 maschi

GRANDIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII I NOSTRI ATLETAZZZZZZZIIIIIIII

Le classifiche si trovano qui

CAMPIONATO SOCIETARIO 2021 AGGIORNATO🏆

Ed ecco il bellissimo resoconto di Maura

Elio e i Lupi d’Appennino ci hanno creduto fino all’ultimo e sono riusciti ad organizzare una super gara, la prima a richiedere tampone obbligatorio sia per partecipanti che per volontari. Arriviamo all’arrivo dove ci aspetta, o meglio noi aspettiamo perché Riccardo vuole essere sempre in largo anticipo, la navetta che ci porterà in partenza. Con grande gioia vediamo facce note di ragazzi conosciuti ad altre gare e ne approfittiamo per fare due chiacchiere e aggiornarci. Arriviamo a Bobbio, borgo medievale bellissimo e molto caratteristico, il tempo è fresco e tira un po’ di vento quindi indecisione su come vestirsi per partire 🙈. Alle 8 parte il primo e poi a seguire ogni 5 secondi un atleta in base al punteggio ITRA. Che bello dopo più di un anno senza gare! Partiamo a breve distanza e quindi ci troviamo poco dopo la partenza a correre insieme. Si parte all’imbrunire e cala velocemente la notte, alzando gli occhi al cielo sembra di correre sotto una fantastica coperta di stelle: che emozione. La notte è fredda e in alto tira vento, i ristori sono all’aperto quindi basta fermarsi un attimo per ritrovarsi congelati ma è comunque bellissimo. Queste gare lunghe sono una fortuna perché permettono di fare un viaggio non solo fuori ma anche dentro sè stessi. Il tempo scorre veloce, parliamo, o meglio, parlo meno del solito, probabilmente sono troppo concentrata a vivermi questa sensazione fantastica di libertà. Dopo un paio di guadi e un paio di cime, sul monte Lama troviamo un po’ di neve e terreno ghiacciato, arriviamo al suggestivo check e ristoro del 60esimo km, nel piazzale interno del castello di Bardi che si trova su un piccolo spuntone di roccia in mezzo al paese. Ci sono le fiaccole accese e la musica medievale ci accoglie all’entrata. Ci rifocilliamo velocemente perché fa freddo e partiamo mentre albeggia, purtroppo non riesco a fare molte foto perché ho le mani troppo congelate per fidarmi a togliere guanti e moffole. Proseguiamo ma complice il freddo, i ristori all’aperto e l’aria Riccardo è costretto a rallentare un po’ perché il suo stomaco fa i capricci. Vado avanti perché, oltre ad aver freddo, mi stanno venendo alcuni colpi di sonno forti, la mia grande speranza è quella di trovare del caffè al ristoro successivo infatti, i simpaticissimi alpini di Osacca offrono un super ristoro per fare colazione. Inizio a congelarmi e quindi decido di ripartire. Con il sorgere del sole e il caldo Riccardo si riprende alla grande ma non riusciamo più ad appaiarci, ci ritroveremo all’arrivo cotti dal sonno 🤣, non siamo più abituati a saltare una notte e dopo vari abbiocchi alle 20.30 dormiamo già felici di aver portato a termine questa avventura. Ovviamente non ho mancato di fare qualche figuraccia per le quali mi contraddistinguo sempre, in partenza da un ristoro correndo in discesa mi accorgo di avere in mano una focaccia e nell’altra niente, impreco per aver dimenticato i bastoni al ristoro ma, mentre inizio a ripercorrere la salita due prodi ragazzi mi fermano per dirmi che i bastoni li ho indosso, all’arrivo perdo la medaglia finisher ma, la troppa vergogna per chiederne un’altra, mi permette di non demordere dalla ricerca e alla fine la trovo incastrata in un sacchetto 🤣 insomma se non faccio qualche casino non sono più io 🤣

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Author: Michele Giovannini

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