Corse virtuali, dubbi reali 🏃❓😩

Le corse virtuali si sono diffuse nei primi mesi di quest’anno quando tutte le competizioni erano state annullate e si dividevano i due tipi.

Nel primo caso la persona effettivamente correva sul percorso di gara da soli e poi tramite sistemi quali STRAVA andava a finire in una classifica.

Era un modo per gli organizzatori comunque di fare qualcosa, per gli atleti di cimentarsi con gli altri.
Solitamente nessun premio, nessuna maglietta o medaglia ma costi di iscrizione nulli od irrisori.

Nel secondo caso invece accanto a manifestazioni quali la “Virtual BAM, Brescia Art Marathon” o la “Virtual Venice Marathon” (30 euro!!!) si sono affiancati eventi dai nomi più fantasiosi:

  • Pharaoh Marathon
  • Revenge of the birds virtual turkey
  • Caribbean Run Jamaica
  • Pizza Virtual Run
  • Run Rabbit Run
  • Dogs Winter Run 2021
  • Taj Mahal Marathon

E queste costano ed anche molto.

Bello che spesso parte del costo venga poi devoluto in beneficenza.

Ecologico il fatto che vengano, in alcuni caso, riciclate magliette e medaglie che non sarebbero state potute essere consegnate come per la Deejay Ten.

Però ci sono manifestazioni veramente assurde e comunque che senso ha, ad esempio, ricevere la medaglia per la English Channel Virtual Challenge quando si corre intorno a casa?
Magari quei trenta euro sarebbe meglio spenderli in altro modo…

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Author: Michele Giovannini

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