LA SECONDA VITA DELLE VECCHIE SCARPE DA RUNNING

Un runner deve avere grande considerazione delle proprie scarpe, perché quando si macinano tanti km il supporto adeguato è fondamentale per non incorrere in piccoli e grandi problemi fisici.

Ma il runner non deve mai cedere alla forza dell’abitudine, alla pigrizia o all’attaccamento alle proprie “compagne di viaggio”.

Un paio di scarpe da running, una volta usurate o diventate eccessivamente “comode” vanno gettate senza pietà, se non si vuole incorrere in guai fisici.

Ora è possibile però destinarle ad una fine gloriosa, avviandole ad un utile  processo di riciclo.

Grazie al primo e per ora unico progetto in Italia, ma anche in Europa, si può dare una seconda vita alle scarpe da ginnastica. Si chiama Esosport: un’idea di Nicolas Meletiou, managing director Eso (Ecological services outsourcing).

Grazie all’ESObox Sport, raccoglitori presenti in tanti negozi di articoli sportivi e store d’Italia ( qui la lista), le vecchie scarpe da running e da ginnastica vengono raccolte e avviate al riciclo: prima la separazione, tramite un trattamento meccanico e senza dispersione di energia, della suola dalla tomaia con la generazione di materia prima seconda, utilizzabile per la realizzazione di pavimenti dei parchi giochi dei bambini.

Con il materiale granulare ottenuto dalla triturazione delle scarpe si possono produrre piastrelle per pavimentazioni anti trauma ad assorbimento di impatto. Una gomma perfetta per le aree giochi dei bambini, ma anche per le piste da atletica e per gli impianti sportivi. Le piastrelle prodotte non conducono elettricità, oltre ad essere atossiche e resistenti alla corrosione di olii, luce e acqua.

A Roma è stato firmato un accordo per realizzare su tutto il territorio comunale i Giardini di Betty, gli spazi per bambini realizzati con il materiale anticaduta che il managing director di Esosport ha dedicato alla moglie compianta.

Roma, che arriva dopo le esperienze pilota di Opera (Milano) e Firenze, ha in programma di impiegare massicciamente questo materiale gommoso in tutti i nuovi giardini.

Dunque le nostre compagne di fatica, dopo aver macinato km possono ancora fare qualcosa di buono, per noi, i bambini e l’ambiente.


 

Riciclare vecchie scarpe da ginnastica, recuperarne la gomma e riutilizzarla. Come? Costruendo piste di atletica e creando una pavimentazione anti caduta in alcune aree gioco dedicate ai bambini. E’ l’iniziativa “La pista di Pietro“, ispirata a Mennea.

Si tratta di una grande raccolta permanente di sneakers e scarpe sportive esauste ed usate in 100 scuole di Roma, per ridurre l’impatto ambientale e incentivare la cultura del riciclo tra i ragazzi.

Lo scopo? Quello di ridurre al minimo l’accumulo dei rifiuti in discarica e ottenere la generazione di materia prima seconda che Roma Capitale, in collaborazione con Acea e GOGREEN onlus, metterà a disposizione per la produzione proprio di piste di atletica e parchi per i più piccoli a cura di enti privati, associazioni e cittadini.

Per un metro quadro di pavimentazione occorrono circa 55 paia di scarpe, e una di queste è stata simbolicamente donata da Manuela Olivieri Mennea, vedova dell’indimenticabile Pietro.

Il progetto “La Pista di Pietro” si affianca a “Il giardino di Betty”, iniziativa in memoria di Elisabetta Salvioni Meletiou, lanciata negli anni scorsi da “Esosport”, di cui vi abbiamo dato notizia qualche tempo fa.

Per l’estate i raccoglitori saranno presenti anche negli stabilimenti balneari del litorale romano, dove sarà possibile lasciare calzature e infradito estive usate.

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